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Piccola guida per genitori di bimbi selettivi


“Prima di qualche mese fa il mio bimbo mangiava di tutto: broccoli, zucchine, carote e qualsiasi altra verdura gli proponessi … perché ora sembra rifiutare tutto, verdura e non solo? Cosa è successo?”


Se anche tu ti riconosci in questa frase, probabilmente sei un genitore di un bimbo selettivo, o quantomeno hai avuto a che fare con un bambino che a un certo punto della sua vita alimentare ha cominciato a rifiutare vari cibi, anche quelli che prima mangiava con gusto.


Vediamo assieme cosà è questa “fase selettiva”, quando compare e perché, spesso, non è necessario preoccuparsi.


Cosa si intende con “fase selettiva” e perché compare?

La “fase selettiva” compare intorno ai 2 anni (in alcuni bimbi un po’ prima, in altri con un po’ di ritardo) e comincia ad affievolirsi generalmente intorno ai 5-6 anni di vita. Prima dell’inizio di questa fase ne esiste un’altra definita “fase esplorativa” che generalmente finisce intorno al secondo anno di vita. In questa fase il bambino “tocca” e “esplora” il cibo per apprendere quante più cose possibile e sperimentando quanti più cibi, colori e consistenze gli sono concesse.


La “fase selettiva” invece non è più una questione di apprendimento e conoscenza, ma di “sopravvivenza”. Un tempo un alimento sconosciuto poteva rappresentare un potenziale pericolo ed era normale che venisse visto dai bambini come qualcosa a cui prestare attenzione e da guardare con sospetto.


Quando preoccuparsi?

In generale possiamo dire che se il bambino mostra un comportamento selettivo tra i 2 e i 5 anni di vita è con tutta probabilità una situazione normale. Dobbiamo cominciare a preoccuparci nel momento in cui il numero di cibi accettati dal bambino è così ristretto da metterne in pericolo la salute con l’instaurarsi di possibili carenze e/o cali di peso. Quando il numero di alimenti accettati è molto basso (per es. solo 4 alimenti) e con tanta, tanta, calma e pazienza non si riesce a introdurne altri allora è bene esprimere le proprie perplessità al/alla pediatra.



Cosa non fare quando si ha a che fare con un bambino selettivo?

Sembrerà banale o addirittura controproducente, ma la prima cosa da fare è non insistere. So che è difficile ma non è la strada giusta. È bene inoltre non dare troppa importanza al rifiuto del bambino, ne in senso negativo ne positivo. Il bambino non va rimproverato e non bisogna mostrarsi arrabbiati per il loro rifiuto. Molto importante è anche non escludere dal menù gli alimenti che non mangia. Questo non fa altro che rafforzare il loro rifiuto, se sono riusciti a fare escludere dal menù un alimento non gradito è possibile che tenteranno di fare lo stesso finché non rimangono solo i suoi alimenti preferiti. Infine non date qualsiasi cosa pur di farlo mangiare perché il cibo che viene solitamente accettato è si una fonte di calorie ma spesso è poco nutriente.


Cosa possiamo fare?

La strategia migliore è far “conoscere” o “ri-conoscere” l’alimento al bambino facendogli prendere confidenza gradualmente e acquistando la sua fiducia pian piano. Il bambino deve capire che quell’alimento non è “pericoloso”, non è “da evitare a tutti i costi” e anzi può anche essere buono e piacevole da mangiare.

Per aiutarlo in questo percorso quello che possiamo fare è questo:


  • Mangiare l’alimento davanti al bambino senza fare commenti negativi. Anche questa è una cosa che rende l’alimento famigliare al bambino e gli permette di capire che è sicuro mangiarlo … perché lo fanno anche mamma e papà!

  • Cucinare l’alimento insieme al bambino. Un’attività che risulta essere quasi sempre utile affinché il bimbo prenda maggiore confidenza con odori, consistenze e colori e i piatti una volta a tavola risultino più familiari

  • Se il bambino rifiuta l’alimento riproporlo dopo 2 o 3 giorni affinché si abitui a vederlo e prenda confidenza. Può essere che dopo 5, 10, 15 volte che il bambino vede l’alimento decida anche solo di assaggiarlo.


Attenzione: se siamo danti a una selettività molo cronicizzata ci potrà volere molto tempo e perseveranza affinché il bambino superi questa fase.


Queste informazioni sono state tratte dal libro: La famiglia si fa a tavola: un viaggio nel comportamento alimentare dei bambini - di Pediatra Carla.


Potete trovare il link al libro cliccando direttamente sull'immagine qui a fianco.





Speriamo che l'articolo ti sia stato d'aiuto.

A presto,


Angelica, Francesca & Elena, le tue nutrizioniste di fiducia.

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