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Farmaci per il trattamento dell’obesità e del sovrappeso complicato: facciamo chiarezza

Negli ultimi anni si sta sentendo parlare sempre di più di farmaci che agevolano il dimagrimento, spesso in modo confuso, a volte con entusiasmo, altre con diffidenza o giudizio. Facciamo quindi un passo indietro e proviamo a fare chiarezza.



L’obesità non è (solo) una questione di forza di volontà


L’obesità è stata dichiarata e definita ufficialmente a livello mondiale e nazionale una malattia cronica, recidivante, progressiva e multifattoriale.

Questo significa che:

- non dipende da una sola causa

- tende a mantenersi, peggiorare, ripresentarsi nel tempo

- è influenzata da molti fattori diversi


Spesso è associata a comorbilità importanti, ma anche una condizione di sovrappeso può essere complessa da trattare, soprattutto quando si parla di dimagrimenti significativi o duraturi.


Quando parliamo di dimagrimento per risolvere obesità e sovrappeso, i fattori in gioco si possono dividere in due grandi categorie:


Fattori modificabili 

Sono quelli su cui possiamo lavorare in modo concreto:

- abitudini alimentari

- comportamenti quotidiani

- stile di vita

Certo bisogna considerare i limiti quotidiani di una vita eventualmente impegnata. 


Fattori non modificabili

Sono quelli su cui non abbiamo controllo diretto:

- genetica ed epigenetica (anche legata all’infanzia)

- contesto socio-economico e ambientale

- caratteristiche neurobiologiche (maggiore fame fisiologica o fame edonica)

- condizioni metaboliche e ormonali


Questo ci fa capire che il dimagrimento non dipende soltanto dalla forza di volontà e dal nostro controllo.

Non sempre basta "mangiare meno e muoversi di più ", non sempre il dimagrimento dipende dal nostro impegno, non è l'ennesimo fallimento, non è pigrizia...

Ecco che entra in gioco la valutazione dell'approccio farmacologico.


Come questi farmaci possono aiutare


Questi farmaci non agiscono solo riducendo la fame fisiologica, hanno anche effetti più ampi:

- riducono la fame edonica (il desiderio di cibo per piacere)

- diminuiscono il cosiddetto food noise, cioè quel “rumore di fondo” fatto di pensieri costanti sul cibo

- migliorano l’assetto metabolico-ormonale

In altre parole, aiutano il corpo a lavorare in modo più favorevole al cambiamento.

Due grandi criticità


Nonostante i potenziali benefici, è importante essere onesti su due aspetti:

- il costo, ad oggi questi farmaci non sono accessibili a tutti, e questo rappresenta un limite importante.

- lo stigma e il giudizio, un paradosso se ci pensiamo, viviamo in una cultura che giudica il sovrappeso e ora giudica anche gli strumenti utilizzati per aiutare a risolverlo, sembra una barzelletta da cui non se ne esce mai.


Una metafora per capirci: se soffro di allergia e prendo un antistaminico non sto “barando” ma trattando una disfunzionalità del mio organismo, sto cercando di migliorare la qualità della mia vita per svolgere con serenità le attività della giornata migliorando contemporaneamente il mio stato di salute.

Un punto fondamentale: non basta il farmaco


Il trattamento farmacologico non sostituisce un percorso volto alla rieducazione delle abitudini alimentari e comportamentali. Senza questo il cambiamento non è mantenibile e salutare.


In conclusione


Non esiste una soluzione unica per tutti, ma esistono persone, storie, corpi e contesti diversi.

L’approccio farmacologico può essere uno strumento utile in alcuni casi selezionati, ma non è una risposta universale e soprattutto non è una questione di merito o colpa.


Se hai dubbi o curiosità puoi confrontarti con il tuo medico curante o ancora meglio con uno specialista in endocrinologia, per valutare insieme la strada più adatta a te.


A presto!

Le tue nutrizioniste,

Francesca, Elena e Angelica

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