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Infiammazione e alimentazione: perché non esiste una vera “dieta antinfiammatoria”

Negli ultimi anni il termine “dieta antinfiammatoria” è diventato sempre più popolare. Molte persone la cercano online, la chiedono ai noi professionisti, la associano a liste di alimenti “sì” e “no”, nella speranza di ridurre gonfiore, dolore, stanchezza o disturbi cronici.

Ma qui è importante fare chiarezza:

Dal punto di vista scientifico, una vera e propria “dieta antinfiammatoria” non esiste

Negli studi pubblicati su PubMed — il principale database scientifico in ambito biomedico — non esiste una dieta ufficialmente riconosciuta come “antinfiammatoria”, ma esistono pattern alimentari con effetto antinfiammatorio (anti-inflammatory dietary patterns), ovvero un insieme di abitudini alimentari che, nel tempo, possono modulare lo stato infiammatorio dell’organismo.


Un altro equivoco molto diffuso è considerare l’infiammazione come qualcosa da “eliminare”. In realtà l’infiammazione è una risposta fisiologica fondamentale, che ci protegge da infezioni e danni. Il problema nasce quando diventa cronica e di basso grado, una condizione silenziosa associata a:



  • obesità

  • insulino-resistenza

  • disturbi metabolici

  • malattie cardiovascolari

  • affaticamento cronico





Ed è proprio su questo tipo di infiammazione che lo stile di vita, inclusa l’alimentazione, può fare la differenza!


Perché l’idea di “dieta antinfiammatoria” è fuorviante


Il corpo umano non risponde a un singolo alimento, una spezia o a un superfood, ma sicuramente risponde al contesto, alla continuità, alla qualità alimentare e allo stile di vita. Per questo in ambito scientifico non si parla di “dieta antinfiammatoria” in senso stretto.

I modelli alimentari associati a minori livelli di infiammazione sistemica (come dieta mediterranea, DASH-Dietary Approaches to Stop Hypertension e diete a prevalenza vegetale) condividono alcune caratteristiche comuni come l’abbondanza di verdura e frutta, l’elevato apporto di fibra, la presenza di legumi e cereali integrali, l’utilizzo di grassi di buona qualità, la ricchezza di composti antiossidanti e polifenoli e il ridotto consumo di alimenti ultra-processati, oltre che adeguata idratazione (almeno 2L di acqua al giorno).

Non è il singolo alimento a fare la differenza, ma la direzione generale delle scelte quotidiane.

È importante quindi, ai fini di ridurre l'infiammazione cronica, che l'alimentazione sia varia e sostenibile, che ci sia un'attività fisica regolare e un adeguato riposo e gestione dello stress.

Quindi, la "dieta antinfiammatoria" detta così non esiste: il punto non è trovare la dieta perfetta, ma costruire un rapporto più coerente e rispettoso con il proprio corpo e quindi andare ad agire sul nostro stile di vita.

 

Speriamo che l’articolo ti sia piaciuto! Contattaci per dubbi o domande in merito, siamo a completa disposizione!


Le tue nutrizioniste di fiducia,

Elena, Angelica e Francesca



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