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Da PCOS a PMOS: un importante cambio di nome

Se in passato hai ricevuto una diagnosi di PCOS ovvero sindrome dell'ovaio policistico, potresti aver sentito parlare di una novità importante:


recentemente è stato proposto un nuovo nome per questa condizione, PMOS cioè Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome tradotto sindrome ovarica poliendocrina metabolica.

Nell'articolo di oggi vediamo cosa si intende nel dettaglio e perchè è stata importante questa modifica. Potrebbe sembrare solo una questione di terminologia, ma in realtà questo cambiamento riflette un modo diverso di comprendere la sindrome.



Non è solo una questione ovarica e ginecologica


Per anni il nome "ovaio policistico" ha portato molte persone a pensare che il problema riguardasse esclusivamente le ovaie o la presenza di cisti. In realtà le cosiddette "cisti" non sono vere cisti, ma follicoli che non riescono a completare correttamente il loro percorso di maturazione.


Oggi sappiamo che la PCOS è un termine fuorviante ed è molto più di questo: PMOS è una condizione che coinvolge il metabolismo, gli ormoni e l'intero organismo.

Il ruolo dell'insulina


Uno degli aspetti più importanti riguarda l'insulino-resistenza, una condizione molto frequente nelle donne con PCOS, anche in quelle normopeso.


Quando le cellule rispondono meno efficacemente all'insulina, il corpo tende a produrne di più. Questo può influenzare anche la produzione degli ormoni sessuali, favorendo sintomi come:

  • irregolarità mestruali;

  • difficoltà ovulatorie;

  • aumento degli androgeni;

  • acne e irsutismo;

  • maggiore difficoltà nel controllo del peso.


Per questo motivo oggi si parla sempre più spesso di una sindrome a componente metabolica e non soltanto ginecologica.

Alimentazione e stile di vita: molto più di una questione di peso


Una delle conseguenze più importanti di questo cambio di prospettiva è che l'obiettivo non è semplicemente "dimagrire".


Anche nelle donne normopeso può essere utile lavorare su alimentazione, attività fisica e qualità delle abitudini quotidiane per migliorare la sensibilità all'insulina e il benessere metabolico.


Le evidenze attuali suggeriscono che possono essere particolarmente utili:

  • un'alimentazione ricca di fibre e vegetali;

  • la scelta frequente di cereali integrali e legumi;

  • la riduzione degli zuccheri aggiunti e degli alimenti ultraprocessati;

  • un'attività fisica regolare;

  • un sonno adeguato e una buona gestione dello stress.


Terapie farmacologiche e integrazioni


La pillola estroprogestinica allevia i sintomi procrastinando solo il problema, senza trattare la causa metabolica. La metformina non è più considerata la prima opzione terapeutica.

Validi aiuti al trattamento:

  • integratori combinati di myo-inositolo e D-chiro-inositolo per tutte le pazienti

  • farmaci incretinici agonisti di Glp-1 in caso di obesità o sovrappeso complicato


Se hai dubbi o curiosità puoi confrontarti con il tuo medico curante o ancora meglio con uno specialista in endocrinologia, per valutare insieme la strada più adatta a te.


A presto!

Le tue nutrizioniste,

Francesca, Elena e Angelica

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