Da PCOS a PMOS: un importante cambio di nome
- meleecannella
- 4 ore fa
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Se in passato hai ricevuto una diagnosi di PCOS ovvero sindrome dell'ovaio policistico, potresti aver sentito parlare di una novità importante:
recentemente è stato proposto un nuovo nome per questa condizione, PMOS cioè Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome tradotto sindrome ovarica poliendocrina metabolica.
Nell'articolo di oggi vediamo cosa si intende nel dettaglio e perchè è stata importante questa modifica. Potrebbe sembrare solo una questione di terminologia, ma in realtà questo cambiamento riflette un modo diverso di comprendere la sindrome.

Non è solo una questione ovarica e ginecologica
Per anni il nome "ovaio policistico" ha portato molte persone a pensare che il problema riguardasse esclusivamente le ovaie o la presenza di cisti. In realtà le cosiddette "cisti" non sono vere cisti, ma follicoli che non riescono a completare correttamente il loro percorso di maturazione.
Oggi sappiamo che la PCOS è un termine fuorviante ed è molto più di questo: PMOS è una condizione che coinvolge il metabolismo, gli ormoni e l'intero organismo.
Il ruolo dell'insulina
Uno degli aspetti più importanti riguarda l'insulino-resistenza, una condizione molto frequente nelle donne con PCOS, anche in quelle normopeso.
Quando le cellule rispondono meno efficacemente all'insulina, il corpo tende a produrne di più. Questo può influenzare anche la produzione degli ormoni sessuali, favorendo sintomi come:
irregolarità mestruali;
difficoltà ovulatorie;
aumento degli androgeni;
acne e irsutismo;
maggiore difficoltà nel controllo del peso.
Per questo motivo oggi si parla sempre più spesso di una sindrome a componente metabolica e non soltanto ginecologica.
Alimentazione e stile di vita: molto più di una questione di peso
Una delle conseguenze più importanti di questo cambio di prospettiva è che l'obiettivo non è semplicemente "dimagrire".
Anche nelle donne normopeso può essere utile lavorare su alimentazione, attività fisica e qualità delle abitudini quotidiane per migliorare la sensibilità all'insulina e il benessere metabolico.
Le evidenze attuali suggeriscono che possono essere particolarmente utili:
un'alimentazione ricca di fibre e vegetali;
la scelta frequente di cereali integrali e legumi;
la riduzione degli zuccheri aggiunti e degli alimenti ultraprocessati;
un'attività fisica regolare;
un sonno adeguato e una buona gestione dello stress.
Terapie farmacologiche e integrazioni
La pillola estroprogestinica allevia i sintomi procrastinando solo il problema, senza trattare la causa metabolica. La metformina non è più considerata la prima opzione terapeutica.
Validi aiuti al trattamento:
integratori combinati di myo-inositolo e D-chiro-inositolo per tutte le pazienti
farmaci incretinici agonisti di Glp-1 in caso di obesità o sovrappeso complicato
Se hai dubbi o curiosità puoi confrontarti con il tuo medico curante o ancora meglio con uno specialista in endocrinologia, per valutare insieme la strada più adatta a te.
A presto!
Le tue nutrizioniste,
Francesca, Elena e Angelica



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