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Parliamo del sale: piccola guida su come e perché è bene limitarlo

Aggiornamento: 17 mag 2021


Dall’8 al 14 marzo 2021 si è svolta la settimana mondiale per la sensibilizzazione alla riduzione del consumo alimentare di sale, promossa dalla World Action on Salt & Health (WASH).


Con questo breve articolo vogliamo rispondere ad alcune domande per nulla scontate: perché prestare attenzione al quantitativo di sale introdotto con l’alimentazione è così importante? e quali sono le strategie pratiche che possiamo mettere in atto quotidianamente per aiutarci a diminuirne progressivamente il consumo?

Vediamo la risposta insieme!


Partiamo da qualche dato: secondo l’organizzazione mondiale della sanità (WHO) l’assunzione quotidiana di sale dovrebbe essere al disotto dei 5 grammi al giorno, corrispondenti a circa 2 grammi di sodio. Purtroppo i dati più recenti ci dicono che in Italia siamo molto lontani da quest’obiettivo con dei consumi di molto superiori.

Infatti, nel periodo 2018-2019 è stato riscontrato nel nostro paese un consumo medio giornaliero di sale pari a 9,5 grammi negli uomini e 7,2 grammi nelle donne.


Ma perché dovremmo realmente iniziare a preoccuparci dell’eccessivo consumo di sale? La risposta è semplice: un consumo eccessivo di sale è correlato con l'insorgenza di numerose problematiche di salute, determina un aumento della pressione arteriosa, un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (tra cui infarto del miocardio e ictus cerebrale) e perfino tumori all’apparato digerente (in particolare tumore allo stomaco). E' presente inoltre un'associazione con l’insorgenza di osteoporosi e malattie renali.


Adesso che vi abbiamo un po’ annoiati con la teoria :) veniamo al nocciolo della questione: come faccio a ridurre il quantitativo di sale che introduco con l’alimentazione? Ci sono dei suggerimenti pratici che posso attuare?


Prima di tutto un dato di fatto: ben il 75% del consumo di sale che ingeriamo quotidianamente proviene dai prodotti che acquistiamo!

Per questo motivo uno strumento fondamentale è imparare a leggere le etichette per iniziare a fare delle scelte consapevoli già al supermercato. Per fare questo ci viene in aiuto la seguente tabella presa dal poster della settimana mondiale 2016 per la riduzione del consumo di sale (qui il link per scaricarlo: https://sinu.it/wp-content/uploads/2019/07/Poster_WASH_2016_ita.pdf)


Quando siamo al supermercato e ci troviamo di fronte a un qualsiasi prodotto alimentare ricordiamoci di questa tabella e cerchiamo di orientarci verso alternative con dei valori di sale/sodio più bassi. Gli alimenti con valori più alti devono essere eliminati? salvo patologie specifiche no, possono tranquillamente fare parte di un'alimentazione varia e bilanciata. E' bene però riconoscerli e limitarli nella frequenza e nelle porzioni. Imparare a leggere le etichette è importante perché diversi alimenti, naturalmente poveri in sale, subiscono

trattamenti tecnologici di trasformazione che li rendono più salati.


Altri piccoli accorgimenti che possiamo attuare sono questi:

- evitare di aggiungere sale a cibi che ne sono già naturalmente ricchi;

- evitare/limitare l’uso di piatti pronti (spesso ne contengono in elevate quantità);

- abituati gradualmente al sapore “meno salato”;

- insaporisci i cibi con erbe aromatiche, spezie e succo di limone. Sono un'ottima alternativa al sale per dare gusto e sapore ai tuoi piatti!

- non portare mai il sale in tavola;

- allenati a mangiare con consapevolezza: pensare a quello che stai mangiando ti aiuta a prestare maggior attenzione ai sapori. Qui no a smartphone e tv a tavola (abitudine da disincentivare anche nei bambini).


Infine parliamo delle cosiddette "fonti nascoste di sale". Tra questi ricordiamo: snack e merendine, patatine in sacchetto, alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola (buona norma è sciacquare bene sotto l'acqua corrente verdure e legumi in scatola prima di consumarli) sughi, dadi da brodo, estratti di lievito, salse di soia, ketchup, maionese…


Ultima indicazione: se avete bimbi piccoli cercate di non salare le pappe (almeno per il primo anno di vita). Se assaggiate la loro pappa e la trovate insipida è assolutamente normale, non compensate aggiungendo sale o parmigiano grattugiato. I loro fabbisogni di sodio e proteine sono più bassi dei nostri!


Vuoi approfondire il tema? qui ti rimandiamo al link del ministero della salute dove si parla ulteriormente dei metodi per la riduzione del consumo di sale: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=&id=5520&area=stiliVita&menu=alimentazione


Vuoi avvicinarti al mondo della sana alimentazione ma non sai da dove cominciare? qui l'articolo che fa per te: https://www.meleecannella.com/post/la-piramide-alimentare-della-dieta-mediterranea-quella-vera


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A presto,

Angelica, Elena e Francesca


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